20100131

mi batte la fianchetta

Quando a qualcuno... gli batte la fianchetta, significa che è oltremodo affamato.
"Hai già spazzolato tutto! Ti batteva la fianchetta, eh?".
Nel tentativo di trovare l'origine di questa locuzione, ne ho scoperto l'esistenza anche in vernacolo foggiano, nella versione "M' bbatte a fianghétt" e il senso della frase viene spiegato nel seguente modo:
"Quando si ha fame, si fa un gesto a battere con la mano il fianco per evidenziare la pancia vuota" .

mai coverto

mai coperto = mai conosciuto, mai sentito nominare

Probabilmente derivante da 'coprire' (covèrzare/cuèrzare, con S sonora), riferito all'accoppiamento tra animali.

20100129

buraccetto

"Pàssimi il buraccetto..." e, puntualmente, mia sorella ride. Mi prende in giro, perché sostiene che sia rimasta l'unica fortemarmina, dopo la morte della nonna Nella, ad usare questo termine desueto che sta ad indicare il canovaccio, o asciughino, o strofinaccio da cucina, o come lo si voglia chiamare.
Confesso di aver esitato a lungo a pubblicarlo, valutando la possibilità che non esistesse nemmeno come termine dialettale vero e proprio e che il suo utilizzo fosse da sempre confinato tra le mie mura domestiche. Ma stasera mi sono illuminata davanti alla tv, quando ho sentito un ospite di Sveva Sagramola (quella di Geo & Geo) che, nell'illustrare i vari procedimenti della preparazione dei funghi sott'olio, ha usato il termine burazzo per riferirsi al canovaccio (credo sia emiliano... credo).
Non vi è alcun dubbio: l'etimologia è la stessa... Quindi,
il buraccetto esiste!


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coltrina

coltrìna

coltrìna = tenda alla finestra

20100128

allamato

franato

tatare

tàtare1. cianfrusaglie; 2. cose materiali
asàrghe le tàtare = morire

20100127

Recia

Recia = orecchio, omosessuale
Se il significato letterale è semplice, più complesso è capire da dove deriva l'altra accezione, nata a Venezia, diffusa in tutto il Veneto e poi in Italia.
Il riferimento nasce dal fatto che sulle navi si usava applicare un orecchino ad un orecchio del giovane di bordo con tendenze omosessuali che veniva imbarcato nella doppia veste di mozzo e di "sollazzo" per i marinai.

bolzo

malato o chi ha una forte tosse

20100126

Sgavàudura

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Sgavàudura: trottola
Un gioco della mia infanzia, ormai in disuso.
Mia mamma chiamava "sgavàudura" una donna dai costumi un po'... leggeri


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grola


openclipart.org
grola (s.f.) | corvo, cornacchia nera

20100125

gaso


gàso
gàso = impuntura, cucitura

Pepegio

pepégio (s.m.) | doppio mento, pappagorgia

20100124

Cincinbon

Il cincibon in realtà non è un oggetto ben definito, ma un modo per indicare qualcosa di così indefinito (un premio, un alimento...) da diventare astratto.
Solitamente si tira in ballo il cincinbon quando qualcuno - in particolare un bambino - se ne esce con la richiesta: "Vorrei qualcosa..." (spesso da mangiare) ma senza sapere esattamente cosa vuole. Ricordo che mia nonna inevitabilmente rispondeva: "Te dago un cincinbon col manego de otton"

Colombo

"Esser come un colombo nel graner"
"Essere come un colombo nel granaio"

Essere in grazia di Dio, appagato, soddisfatto, in pace con il mondo.

toppo

collina

osèo

video
osèo | uccello (comprese conseguenze)

20100123

Morto de aqua

Morto de aqua: bassa marea

Questo modo di dire è usato soprattutto per due particolari momenti di bassa marea:

1) i pochi minuti che passano nelle fasi di stanca tra la marea calante (dosana) e quella cresente (sevente) e viceversa
2) la fase mensile della marea nella quale la differenza tra minima e massima è molto ridotta; ciò si verifica con il primo o con l'ultimo quarto di luna

malusa'

malusa', smalusa' | viziato, abituato male

20100121

ciaper la pega


"Ciapèr la pèga" = essere sconfitti

stricato

sterminato, eliminato, ucciso

i dinosauri s'enno stricati tutti

20100120

fraido

marcio

Regata


"Ea ze longa la regata"
"E' lunga la regata"

In pratica: mettitela via e tranquillizzati, siamo solo all'inizio, è lunga la regata.

20100119

goto

gomito


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colsara

cólsara, cólsera | piumone

"Co sto fredo, che ben che se sta soto la cólsara!"

20100118

arfattecene

vantati

si dice di solito in tono spregiativo, per sottolineare un evento increscioso di cui chi racconta non dovrebbe andare fiero

A: Pensa m'pò, iere per fa no scherzo ta nonna s'è sentita male!
B: Arfattecene!

20100117

berghem stadium

20100115

barbujo

mento

Ciapin

Ciapìn = presina

Il termine dialettale deriva certamente dal verbo "ciapar" ovvero "afferrare"

cozzalo

cozzalo = persona poco educata, ignorante, mal vestita

Si indica di solito una persona che veste in maniera appariscente e pseudofirmata, capelli plastificati con il gel e occhiali enormi da sole.
Si crede molto interessante ma nessuno lo considera.
Ascolta musica unz unz a tutto volume in macchina e, purtroppo, costringe anche gli altri ad ascoltarla.
Una curiosità: il nome del comico Checco Zalone, che ha portato al successo la figura del cozzalo, non è un diminutivo di Francesco Zalone ma deriva dall'espressione "che cozzalone!"

Strafonne

Lu Strafonne
è nu pozz' senza fonne
stra è lu prefiss'
fonne è l'abiss'

20100114

dìmoi

Dìmoi = Gemelli

baüscia

Così Wikipedia: vocabolo dialettale, attestato in area lombarda e specificatamente milanese, atto a designare una persona che si dà delle arie, uno sbruffone. Letteralmente significa "saliva", "bavetta"; per estensione può significare anche "abitante di Milano". Il vocabolo è inoltre attestato e utilizzato nel gergo sportivo, con riferimento ai due maggiori club calcistici milanesi.

Baüscia indica in senso dispregiativo anche una tipologia di piccolo imprenditore poco aperto alle innovazioni, egocentrico, che non ama collaborare o condividere potere e decisioni. Tipicamente è un soggetto che vuole decidere ed intervenire anche nelle aree aziendali di cui non ha competenza. La trasformazione in baüscia avviene soprattutto quando la piccola impresa ha una crescita e si industrializza necessitando così di diversificare e diramare i processi.

20100113

soppressor


soppressor (s.m.) | clistere

innerto


innerto, 'nnerto | spesso

quel salame 'nne l'tajà troppo 'nnerto che 'nne sparte sinnò!
non tagliare fette di salame troppo spesse, altrimenti non basta per tutti!

20100112

soppressar

Soppressar = Stirare

20100111

intruppona

Dicesi intruppona, un esemplare del genere umano di sesso femminile che, causa testa perennemente tra le nuvole, o semplice sbadataggine, risulta particolarmente imbranata, goffa, maldestra.
L'intruppona, nell'attraversamento della carrozza del treno in cerca del suo posto, non si rende conto di prendere a borsettate in faccia gli ignari passeggeri seduti lungo il lato corridoio; l'intruppona proprio non riesce ad evitare di sbattere contro pareti, persone, porte, oggetti vari; l'intruppona, se fuma placida una sigaretta a letto, urta puntualmente contro il posacenere e ne versa il contenuto tra le lenzuola; l'intruppona lava tre bicchieri e ne rompe due; l'intruppona al risveglio "si stira" e con una gomitata rischia di fratturare il setto nasale al malcapitato che le si trova accanto. L'intruppona inciampa con facilità, spesso cadendo rovinosamente (questo è accaduto anche stamattina), e molto altro ancora.
Ho declinato l'aggettivo al femminile perché questo, ovviamente, è un post autobiografico.

morì n'se more, ma i tribbli en tanti

quello che è successo non è una cosa gravissima,
ma certo non sarà semplice da risolvere

O tendem o endem

O tendèm, o endèm

O mi curi o mi vendi: un modo per dire che
le cose, se non si vogliono fare bene, tanto vale non cominciarle nemmeno.

20100110

'mpargito

non agile, che si muove in modo teso o resta immobile
(vedi sopra)

El caigo


"Perderse par el caìgo"
"Perdersi per la nebbia"

Quando uno fa tardi ad un appuntamento e non si riesce a capire dove sia finito... probabilmente ha trovato la nebbia.

20100108

Cao da brodo

Cáo da brodo = corda da brodo
Modo di dire che pare non significhi nulla, ma il cui significato offensivo (parecchio offensivo), si capisce fin troppo bene una volta spiegato di cosa si tratta.
Il cáo non era altro che una corda legata alla poppa della nave, la cui estremità veniva lasciata immersa perennemente in acqua. Tale estremità, ovviamente sfilacciata dall'acqua, veniva usata dall'equipaggio come carta igienica... non male eh?

20100107

nengue

nevica


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pecciole

ciglia

organo

organo (s.m.) 1. (mus.) organo ; 2. (fig.) oggetto ingombrante; 3. persona prolissa e noiosa.

20100105

panevin

panevìn

Attorno al falò, questa notte, in molte località della pianura veneta, paesi ma anche piccole comunità, hanno rivissuto un antico rito pagano che con il fuoco voleva celebrare un ritorno graduale alla luce, dopo le lunghi notti invernali.
Molto popolare l'usanza di osservare quale sarà l'andamento delle faville indirizzate dal vento.
La direzione presa rivela se il nuovo anno sarà positivo o meno per i nuovi raccolti.

"Faive a ponente / panoce gnente;
Faive a levante / panoce tante"

Quando il falò si è spento, vin brulè e un pezzo di pinza per tutti!

Sfriscio

Sfriscio = Graffio
Dalle mie parti si chiama così.... il graffio del gatto, di una chiave sulla carrozzeria di un auto, di un'unghia su una lavagna...

20100104

Azezibau


Nel dialetto ventimigliese è un aggettivo che significa "assiderato, rinsecchito dal freddo", derivato da "ziba" il nome del vento freddo di tramontana che spira dalle nostre parti d'inverno.

In "Nöte üvernenga" il poeta dialettale Renzo Villa utilizza il termine con una similitudine nella quale fa assomigliare l'inverno ad un vecchio ubriaco che dorme sulla nuda terra, intirizzito dal freddo.



Nöte üvernenga

E rame du figu
gianche cume u laite,
suta u ciairù da lüna
i sun brassi de caussina
aissai au celu.

Nu se sente l'aren du ventu
ni u runfu da marina.
L'invernu u dorme acurgau
in sciâ terra nüa,
cume in imbriagu
azezibau dau freidu.

(Notte invernale - I rami del fico/ bianchi come il latte,/ sotto il chiarore della luna/ sono braccia di calce/ levate al cielo.// Non si sente il respiro del vento/ nè il russare del mare./ L'inverno dorme disteso/ sulla nuda terra,/ come un ubriaco/ intirizzito dal freddo.)

budellone

persona grassa, usato anche come insulto generico

amarrato


lama che ha perso il filo

No dormo miga da pie

...ovvero, "non dormo mica con la testa dalla parte dei piedi". E' un modo di dire veneziano che sta a significare "non sono mica scemo!"

tecia

tegame

técia


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20100103

subioti

subiòti (s.m. pl.) | maccheroni

20100102

Cazz'impero

Cazz'impero = pinzimonio
... anche lo zio d'America, che l'italiano lo parlava ormai poco, ricordava la simpatica associazione tra la leggera pietanza e avetecapitocosa!

20100101

Strolech

stròlèch (s.m.) 1. stregone, astrologo (detto anche streù); 2. salamino di asino o di cavallo

Na onta e na ponta

Na onta e na ponta = letteralmente "un'unta e una puntura" e in senso lato "un po' di adulazione e una nota di rimprovero", ovvero la traduzione veneta de "il bastone e la carota".

Si usa soprattutto quando serve rimproverare qualcuno e prima di farlo lo si fa stare buono con qualche complimento.

BUON 2010 A TUTTI!!!!!!!!

Zanzotto Andrea

“se inpizharà i nostri mili parlar e pensar nóvi
inte ‘n parlar che sarà un par tutti,
fondo come un basar,
vèrt sul ciaro, sul scur,
davanti la manèra, inpiantada inte ‘l scur
col só taj ciaro, 'pena guà da sempre”


(si accenderanno i nostri mille parlare e pensare nuovi
in un parlare che sarà uno per tutti,
fondo come un baciare,
aperto sulla luce, sul buio,
davanti la mannaia, piantata nel buio
col suo taglio chiaro, appena affilato da sempre)

 
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