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20180626

meneghello, luigi

20160202

gadda, carlo emilio

20120219

trevisan, renato


Solo oggi apprendo che il 17 ottobre 2011 è morto Renato Trevisan, ideatore del sito dialetto-veneto.it:

Il 17 ottobre è venuto a mancare Renato Trevisan, da tutti conosciuto come "el Mestro". Persona molto stimata ed amata in paese, per i suoi famigliari ha rappresentato fino all'ultimo un meraviglioso esempio di forza, coraggio e dignità. Nella sua vita non ha ricoperto incarichi istituzionali ufficiali, ma con le sue molteplici attività didattiche, culturali e ricreative, che seguiva nel tempo libero dal lavoro, ha lasciato un segno indelebile nei tanti ambienti da lui frequentati. Renato era conosciuto, innanzitutto, per la sua grande passione per la lingua veneta, cha ha coltivato a partire dagli anni '70, (...) dedicandosi con grande serietà allo studio del nostro dialetto, diventandone un fine e riconosciuto cultore, punto di riferimento per gli appassionati.
Gli amici del Bar Pessati


[dal bollettino parrocchiale di Solesino (PD), anno XLII, n. 338, gennaio-febbraio 2012]


Che dire. Buon Viaggio, Mestro.

20111107

la pioggia e zanzotto

Venti giorni fa è morto a Conegliano Andrea Zanzotto...

20111018

zanzotto, andrea

"Che cosa si capisce della vita dopo 90 anni? Niente. (...) Cosa vuole che si capisca in 90 anni? Per dire parole che valgano la pena bisognerebbe almeno averne 900 di anni..."

Andrea Zanzotto (10/10/1921 - 18/10/2011)

20111010

zanzotto, andrea

(...) La Padania non esiste, il popolo padano neppure. Questa è una storia più che ventennale di equivoci e spettri.

Andrea Zanzotto, novant'anni oggi

la madre di tutte le chiocciole

openclipart.org(...) Non era facile immaginare che la @ chiocciola avesse mezzo millennio di vita. Lo ha scoperto lo ha intervistato per Repubblica.it (il sito ha anche pubblicato suggestive immagini della scoperta), Stabile ha detto: “Nessun simbolo nasce dal nulla e nessun simbolo viene scelto a caso”.
Giorgio Stabile, che insegna Storia della scienza all’Università “La Sapienza” di Roma e che sta selezionando per conto dell’Istituto Treccani immagini e foto sui fatti del Novecento. A Dario Olivero, che
Con questa convinzione e con un po’ di fortuna ha scoperto che la chiocciola veniva usata in certi scritti mercantili veneziani, dove stava per “anfora”, unità di peso e di capacità.
La @ ha dunque un’origine italiana, commerciale, legata agli scambi, alla navigazione (non virtuale), alla misurazione. Portata dai registri mercantili delle navi da carico sulle coste arabe, spagnole, e di lì al mondo l’anfora-chiocciola è entrata nell’alfabeto commerciale inglese dove stava per at. È un’indicazione di prezzo: at a price of.
Una volta in più si dimostra che le lingue viaggiano con le merci e la potenza economica (...).

La Repubblica, 29/07/2000

20111002

Caro PD, la “Lingua Veneta” non esiste

Nella confusione totale che governa il Paese, un Paese in cui governanti pagati con soldi pubblici scelgono le politiche in base alle direttive di una Banca Privata (la BCE) ci si mette anche il localismo di sinistra ad offuscare un quadro già abbastanza surreale di per sé. Il concetto è: se la Lega dicendo stupidaggini vince, proviamo a dirne anche noi... (continua a leggere)

Natalino Balasso, 01/10/2011
ilfattoquotidiano.it

20110930

non esiste un popolo padano

Quello che si sente è spesso un incoraggiamento ridotto al minimo anche dal punto di vista dell'espressione verbale, grida che si elevano in quei prati in cui non c'è il popolo padano, ma una certa parte del corpo elettorale. Che ha scarsa conoscenza di alcune cose, tra cui l'articolo 1 della Costituzione (...). La sovranità appartiene al popolo, ma si dimentica quello che viene dopo la virgola, e cioè che si esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione. Non esiste una via democratica alla secessione.

Giorgio Napolitano, 30 settembre 2011

20110809

Writer alla milanese

Il colpo d’occhio è quello di un enorme quaderno, con i muri di corso di Porta Ticinese a fare da pagine. Messaggi in stampatello lunghi un metro, scritti con gessetti colorati o pennarelli, che cambiano a seconda del negozio accanto al quale compaiono. «El podaria damm sta medesina senza ricetta?» (potrebbe darmi questa medicina senza ricetta?) si legge accanto alla farmacia, con tanto di indicazioni fonetiche per pronunciare come si deve il dialetto. «Ghe son minga oggiai per chi voeur no vedè» (Non ci sono occhiali per chi non vuole vedere) ammonisce un testo fitto fitto accanto a un’ottica. Un orafo di una bottega lungo la via, in polemica con i writer che imbrattano muri e vetrine, ha tappezzato il tratto che va da via Arena alle Colonne di messaggi grandi quanto un poster con modi di dire, citazioni o battute in milanese. Scritte che attirano i passanti che sorridono davanti a quei testi da decifrare.

Il lavoro dell’antiwriter del Ticinese è iniziato un mese fa. Prima ha piazzato due lavagne accanto al suo laboratorio. Poi si è armato di vernice bianca, ha ripulito i muri da grosse fette di graffiti e si è messo a riscriverci sopra. «Sono qui da 26 anni — racconta — e ora non c’è uno spazio senza la firma di un writer. Ma quelli sono messaggi che nessuno capisce. A questo punto, meglio usare i muri per
trasformare la strada nella via dell’ironia». Una settimana fa, però, è stato fermato dai vigili e denunciato per imbrattamento: nel verbale c’è scritto che il suo pennarello e il foglio con gli appunti da cui copiava le frasi sono stati sequestrati e si trovano all’ufficio corpi di reato. Ma i suoi messaggi continuano.

(Repubblica.it)

20110629

Dialetti e lingua italiana oggi

Dialetti e lingua italiana oggi (link: Vanity Fair...)

20110213

veneto dei dialetti

Il veneto è più di un dialetto e meno di una lingua?

In un certo senso sì. Il veneto rompe lo schema secondo cui alla lingua si affida la comunicazione generale e al dialetto quella locale. Ma il punto è un altro. Sostenere che esiste un'unica lingua veneta è impossibile. Non esiste un veneto astratto e unitario: pensi al padovano, al veronese, al veneziano, al bellunese e al feltrino. Gli uni fanno fatica a comprendere gli altri. Come si fa, allora a parlare di "lingua veneta"?

20110126

un dialetto in carriera

una lingua è un dialetto che ha fatto carriera

Ugo Vignuzzi, docente di Dialettologia
Università La Sapienza, Roma
leggi tutto

20101121

pasolini, pier paolo

Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà.
(Dialetto e poesia popolare, 1951)

20101010

Zanzotto Andrea

Per festeggiare l'ottantanovesimo compleanno di Andrea Zanzotto, questa bella selezione di video degli archivi Rai dove il grande poeta veneto racconta la sua vita e la sua arte.

20101006

India, scoperta una lingua sconosciuta

Si chiama Koro ed è stato scoperto dai linguisti del progetto del National Geographic Enduring Voices, che si propone di studiare e rivitalizzare i linguaggi che si stanno estinguendo sul nostro pianeta (circa la metà dei settemila conosciuti è a rischio). L’idioma è parlato solo da 800 persone e proviene da una regione remota del nord-est dell’India, l'Arunachal Pradesh.

UNA SCOPERTA CASUALE - La spedizione del National Geographic era stata ideata per studiare due misconosciute e poco parlate lingue della regione indiana, l'Aka e il Miji. Gli studiosi hanno scalato ripidi pendii per raggiungere i villaggi nei quali si parlano i due idiomi, ma andando di porta in porta tra le case di bambù per registrare i vocabolari delle due lingue si sono imbattuti in un terzo linguaggio del tutto inedito: il Koro. Per raggiungere il piccolo villaggio dove viene parlato questo idioma, il team di studiosi ha dovuto affrontare un'avventurosa traversata di un impetuoso fiume di montagna e, una volta giunto a destinazione, ha iniziato a raccogliere le parole e le storie degli abitanti. Si tratta delle prime testimonianze dell'esistenza di questa lingua, che fino a oggi non compariva neanche nei rapporti o nei censimenti linguistici indiani.

PARLATA DA 800 PERSONE - Il Koro è una lingua che appartiene alla famiglia Tibetano-Burmese, composta da circa 400 idiomi, con i quali però il Koro non ha alcuna somiglianza. I suoni usati sono molto differenti così come le parole e la costruzione delle frasi. Tra il Koro e l'Aka, parlati dalle popolazioni confinanti dell'Arunachal Pradesh, secondo K. David Harrison, uno dei ricercatori del National Geographic, «c'è una differenza paragonabile a quella esistente tra l'inglese e il giapponese». La curiosità è che i due gruppi etnici non sembrano avvertire una tale diversità e, anzi, sono convinti di parlare due dialetti diversi della stessa lingua. La scoperta, secondo i suoi autori, ha però un sapore agrodolce poiché, aldilà del rilevante interesse scientifico, il Koro è una lingua morente, essendo parlata da 800 persone e da pochissimi giovani. Il prossimo novembre la squadra scientifica del National Geographic Enduring Voices tornerà in India per riprendere lo studio del linguaggio appena scoperto.

Emanuela Di Pasqua
6 ottobre 2010

(Fonte: Corriere.it)

20101003

così parlavano i babilonesi

Un ricercatore britannico ha interpretato una serie di componimenti poetici rinvenuti su tavolette d'argilla. E li ha messi online affinché tutti possano ascoltare il "suono" di una delle più antiche civiltà della Storia. Ecco l'effetto che fa... (link)

20100927

disunione che unisce

(Adnkronos | 27/09/2010) - Anche Lorenzo Tomasin, docente di Linguistica Italiana presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha approfondito il rapporto tra dialetti, lingua nazionale e Unità d'Italia. "I dialetti sono il fenomeno di disunione che unisce il nostro paese" ha spiegato. "La quantità e la qualità delle realtà dialettali che troviamo in Italia non sono paragonabili a quelle di nessun altro Paese di lingua romanza".

"A rendersi conto per primo di questa unità/diversità è stato proprio Dante - ha spiegato Tomasin - che nel De vulgari eloquentia propone come lingua nazionale una sintesi culturale dei dialetti italiani".
"Non bisogna dimenticare - ha concluso - che l'italiano e i dialetti sono figli della stessa madre, il latino, e che l'italiano non è altro che un dialetto scelto quale lingua nazionale".

20100922

el me' aristotil

Tornare alla conoscenza del dialetto è fondamentale per conservare le nostre radici. Ma sostituire i dialetti alle lingue nazionali significa ripiombare nel ghetto intere popolazioni... [Umberto Eco, continua a leggere...]

20100619

il paradosso di battaglia terme

VIGILI E DIALETTO

Fra le varie stravaganze che la Lega ci propone, merita qualche attenzione quella che ci viene dal Comune di Battaglia Terme in provincia di Padova e che riguarda la conoscenza e la pratica del dialetto quale requisito degli aspiranti vigili urbani (...). Motivo della richiesta: ai numerosi anziani «risulta molto difficile esprimersi in italiano. Giusto allora assumere un vigile che li capisca e si faccia a sua volta comprendere».

A questo punto nasce un’obiezione, anzi una proposta, sempre nello spirito della Lega. La Lega ha più volte proclamato che per la concessione della cittadinanza italiana agli immigrati è necessaria, fra l’altro, la conoscenza della lingua italiana, cioè sapere parlare e scrivere correttamente in italiano.

Ma se, in atti pubblici, viene certificato che questa «conoscenza» è assente in così larga parte dei cittadini di Battaglia Terme (e, si presume, di molte altre località del Veneto e di chissà quante altre regioni), non si dovrebbe di conseguenza escludere costoro dal diritto di cittadinanza finora usurpato?

A.P., lettera a Il Gazzettino

 
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