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20170115

mammt


20130910

munaro

munàro, munèr (s.m.) | mugnaio

20120805

giapponese per veneti

20120316

Chiappa la vacca pei cojoni



Qualcosa di impossibile

20111021

nebbia in Polesine



Vedi anche caigo e ahn

20110617

Pisì

Pisì: pisciatina,
modo che usano gli animali per marcare il territorio.

(via)

20110507

Maià dè spus

Cambiano i personaggi, ma i protagonisti sono sempre loro: i fratelli Enrico e Lorenzo Ongaro di Barzizza, divenuti doppiatori di celebrità che imperversano con i loro video su You Tube, il canale con video amatoriali più diffuso al mondo. Nella loro galleria non potevano mancare i freschi sposi William e Kate.

In perfetto idioma della Val Gandino, William e Kate parlano del pranzo nuziale. Pare che non sia andato tutto per il verso giusto e siano pronti a rifarsi in qualche ristorante della Bergamasca...

«Abbiamo cominciato per gioco – dice Lorenzo – quando il malfunzionamento della scheda audio del computer ci ha suggerito di doppiare alcuni servizi di attualità trovati per caso. Video di non più di due minuti: l'ironia non deve dilungarsi troppo». Ecco allora un dibattito della campagna elettorale per la Casa Bianca fra McCain e Obama trasformarsi in una discussione vernacola riguardo al nuovo stadio di Bergamo, oppure un duello dialettico fra Enrico Varriale e Josè Mourihno diventare un cult della rete, con il mister interista che lascia il microfono seccato «perchè l'è dré che l'ma brùsa la polenta».

Molto cliccato su You Tube (dove hanno scelto lo pseudonimo di pollo disossato) anche il video con l'intervista di Ilaria D'Amico a David Beckham, che si dice innamorato della maglia del Milan «perchè l'è de flanela bela pesanta».

E ora nel mirino dei due «terribili» fratelli è entrata la coppia più bella del mondo.

(www.ecodibergamo.it)



Pa e nus maià dè spus, nus e pa maià dè ca.

Pane e noci pranzo da sposi, noci e pane pranzo da cane:
forse un'allusione alla scarsa esperienza in cucina delle spose novelle, prima scusata e poi sopportata malamente dal marito.

20110215

cul de poule



[mauro lorenzon vs. jamie oliver - fonte]

I should have been Italian. There's such diversity in lifestyles, cooking, traditions and dialects... (Jamie Oliver)

20100731

se g'han de dir

20100725

pizunèra

20100320

ga el suv


Bèlla
Alùra?

Bèlla
Alùra?

El ga el Süv
Uè, testina... cosa vuoi?
El ga el Süv
Inquina? Fatti tuoi!

...

Gliel’ha comprato il Papi...
C’ha la fabrichètta...
Parcheggia sui binari... e poi lo sposta?
Senza fretta!
Ma va in doppia fila?
‘zzo se ne frega, c’ha la pila [= danè, grana]

El ga el Süv
Lü l’è el baüscia milanès, che el ga el Süv!
Occupa tutta la City col Süv
Lui spende e spande alla stragrande
El ga el Süv, el ga el Süv, el ga el Süv
Süv, Süv, Süv…

Si fa allargare il garagìno?
Non ci sta il gioiellino…
Se non dici che ti piace...
Poi piange, il bambino
A ogni multa si stupisce:
“Non si può sulle strisce?”
E col Ghisa poi s’impunta:
“Mi compro te e la Giunta!”

El ga el Süv
Lü l’è el baüscia milanès, che el ga el Süv!
Tutto è permesso perché lü el ga el Süv
Lui spende e spande alla stragrande
El ga el Süv, el g’ha el Süv, el ga el Süv,
Süv, Süv, Süv...

Ma smèttila...
E Curma? Santa, Saint Moritz...

Bèlla
Alùra?

Bèlla
Alùra?
Uè, te l'è vist che Süv?
Fà balà l'œcc

...

Ma smèttila...
[trascrizione testo fatta al volo]

20100307

pampe


pampe
bonaccione imbranato, buono a nulla, corto d'intelligenza

20100124

osèo


osèo | uccello (comprese conseguenze)

20100117

berghem stadium

20091101

pirla

Così Wikipedia: termine in uso in molti dialetti di area lombarda ed emiliana (e in particolare nel dialetto milanese), in origine significante trottola (da cui anche il verbo pirlare, cioè gironzolare senza scopo) e poi passato a indicare l'organo sessuale maschile. Attualmente il lemma è utilizzato anche come insulto non particolarmente volgare, con la connotazione di "stupido". Una recente sentenza della Cassazione ha però stabilito che dare del pirla è lesivo dell'onore del destinatario.

20090813

cadrega



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similia tag
| carèga

20090515

cavacamisa

trevisanecava (da cavàre: levare, togliere)
+
camìsa (camicia - qui la S è sonora, come in rosa)
=
straccia camicia si gioca in 2 o più persone (anche in numero dispari) con un mazzo da 40 carte divise in 4 semi (coppe, denari, bastoni, spade) di 10 carte ciascuno. È noto anche coi nomi di tras in camìsa (in lingua lombarda), restà 'n camìsa (in bergamasco), e 1, 2 e 3.

regole
Una volta mischiate, le carte vengono smazzate in mazzetti uguali, tanti quanti sono i giocatori. Ogni giocatore impugna il proprio mazzetto, così come l'ha ricevuto e senza guardarne il contenuto.
Le uniche carte vincenti sono Asso, Due e Tre di qualsiasi seme.
Il primo giocatore scopre la prima carta del proprio mazzetto. A turno fanno lo stesso gli altri giocatori, così da formare un mazzetto comune al centro del tavolo.
Quando un giocatore gioca una delle tre carte vincenti, il giocatore successivo è obbligato a giocare il numero di carte indicate: 1 carta per l'Asso, 2 per il Due e 3 per il Tre. Se durante queste giocata esce una delle carte vincenti, l'obbligo si interrompe e tocca al giocatore successivo giocare il numero di carte indicate. Se il giocatore obbligato a giocare le carte non pone una carta vincente il mazzetto di carte presente sul tavolo viene vinto dal giocatore che ha giocato l'ultima carta vincente. Questo riporrà le carte sotto alle proprie e inizierà una nuova giocata.

Lo scopo del gioco è quello di prendere tutte le carte possibili sino a rimanerne l'unico proprietario. Da qui la definizione di lasciare solo con la camicia gli altri giocatori. Quindi il punteggio è dato semplicemente dalla conta delle partite vinte.

20081127

schito


schito = sterco di polli, oche e sim.
(termine di probabile origine onomatopeica)

20081123

libri

Pare che in Italia se leza pochi libri rispèto a tuti i altri paesi europei, e no se capisse el parchè e el parcome. Forse parchè ne manca el tenpo, digo mi. Mi tuto quèo che go leto, lo go leto in bagno. Ghe ze do boni motivi par lezare un libro: uno, parchè el te piase e due, parchè te poi vantarte de averlo leto. Comunque no basta avere tanti libri, come che dise me mujer: "Dopo bisogna anca cavarghe a polvere!". Tanti libri novi i vìen desmentegà nel giro de un ano, in particolare da tuti quèi che te ghe li ghè inprestà.
Bronse Querte

Sembra che in Italia si leggano pochi libri rispetto a tutti gli altri paesi europei, e non si capisce il perchè e per come. Forse perchè ci manca il tempo, dico io. Io tutto quello che ho letto, l'ho letto in bagno. Ci sono due buoni motivi per leggere un libro: uno, perchè ti piace e due, perchè ti puoi vantare di averlo letto. Comunque non basta avere tanti libri, come dice mia moglie: "Dopo bisogna anche toglierne la polvere!". Tanti libri nuovi vengono dimenticati nel giro di un anno, in particolare da tutti quelli ai quali li hai imprestati.
Bronse Querte

20081028

Mamma Roma - Remo Remotti

E' un fiume di termini romaneschi e di grandi verità... buona visione.

 
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