20100105

panevin

panevìn

Attorno al falò, questa notte, in molte località della pianura veneta, paesi ma anche piccole comunità, hanno rivissuto un antico rito pagano che con il fuoco voleva celebrare un ritorno graduale alla luce, dopo le lunghi notti invernali.
Molto popolare l'usanza di osservare quale sarà l'andamento delle faville indirizzate dal vento.
La direzione presa rivela se il nuovo anno sarà positivo o meno per i nuovi raccolti.

"Faive a ponente / panoce gnente;
Faive a levante / panoce tante"

Quando il falò si è spento, vin brulè e un pezzo di pinza per tutti!

9 commenti:

filo ha detto...

Per rivivere queste antiche tradizioni che vanno scomparendo, bisognerebbe andare nei piccoli paesi di campagna dove ancora sopravvivono grazie alla volontà di pochi appassionati.In città abbiamo le luminarie natalizie che esorcizzano la paura del buio e invitano a uscire e spendere.Ormai per poco!
Che cosa resta di queste feste che stiamo archiviando? Non so, me lo sto chiedendo!
La "pinza" dev'essere buona,ma certo un po' "straccadenti"!
Ciao Gaz.Che l'Epifania ti manifesti una qualche luce che vai cercando.

Paolo ha detto...

da noi (FVG, parte friulana) ci sono i "pignarui", il pignarul grant di Tarcento è il più famoso. il termine panevin è usato nella bassa, verso la bisiacaria (Monfalcone e dintorni) ci sono le foghere

gaz ha detto...

@Filo, la pinza è un dolce povero, con un gusto molto forte, particolare. O si ama o si odia :)

@Paolo, un'interessante mappa dei falò, tutta da scoprire! Grazie :)

Claudia e Tiziano ha detto...

mmm.... quest'anno le "faive" non preannunciano nulla di buono, sono volate tutte verso "matin",
panevin è più tipico del Trevigiano, mi pare, nel Vicentino sta scomparendo decisamente. Come dice giustamente Filo solo nei paesini di campagna si assiste ancora al "Brusa la vecia"
Che l'anno nuovo sia più allegro e ricco di fiducia in noi stessi e negli altri!
Claudia e Tiziano

gaz ha detto...

Claudia e Tiziano, speriamo :)

Anonimo ha detto...

mmm... "bubarata" non si usa ?

gaz ha detto...

Si, è vero, lo sentiva anch'io "bubarata", bellissimo.
Ma dicci, caro anonimo, che bello sapere almeno da che zona sei e se non è troppo, anche il nome! grazie grazie :-/

Anonimo ha detto...

"Panevin" mi sembra venga usato più nel trevisano, in altre zone viene usato "pìroła pàroła" (con "ł" intendo la elle evanescente) oppure il già citato "bruxare ła vecia" ( x = s sonora)...
"Bubarata" è più un generico falò di grandi dimensioni, indipendentemente dalla data del calendario.

Paolo

Anonimo ha detto...

Dimenticavo... "panevin" è anche il nome locale della "Rumex acetosa"

Paolo

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