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20180806

maúrno

openclipart.org

maúrno (agg. e s.m.) | stupido, sciocco, scimunito

20170317

marangón

marangón (s.m.) | falegname

20170310

màuco

màuco (agg.) | falso, fasullo

20170115

mammt


20131001

munàro

munàro (s.m.) | grumo di farina (nell’acqua di cottura della polenta)
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similia tag | munàro

20130910

munaro

munàro, munèr (s.m.) | mugnaio

20130720

momón



momón (s.m. sing.), momóni (s.m. pl.) | dolciume/i, leccornia/e

20120727

mojo


mòjo, mògio

bagnato (agg.);  umidità prodotta dalla pioggia  (s.m.) [dal lat. mollis]

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similia tag | mói, trabatìt, mézzo

20110919

La 'mmìdia


La 'mmidia = l'invidia (letterale) . . . praticamente il "malocchio"


Una volta (ma forse ancora adesso), da queste parti, se qualcuno aveva un mal di testa persistente, se un bambino era particolarmente vivace, se due innamorati stavano attraversando un periodo di crisi, se un uomo non era più "prestante" sia a casa che al lavoro o se una donna era fiacca, depressa, maliconica . . . era chiaro che qualcuno gli aveva fatto la 'mmìdia.

Quando la persona era colpita dalla 'mmìdia, bisognava intervenire in fretta. Il rimedio veniva chiamato "far passare la mmìdia" e veniva praticato da donne che avevano la "dote" e che sapevano le parole adatte . . . tramandate da madre a figlia.

La prevenzione contro la 'mmìdia consisteva nel tenere un profilo basso (quello che adesso chiamano " understatement " . . . così da non farsi "invidiare", oppure, nel tenere addosso una manciata di sale, un qualcosa di rosso (come un fiocchetto rossso nella carozzella del neonato), meglio se di corallo da qui l'usanza di regalare ai bambini appena nati un braccialettino con del corallo.

20110826

marotei

Marotei, de matina bonora                                                
Grune de fen
che i par bar
color de fer
qua e là
pà i pra
rasadi de rossada

stech e fii
de erbete
ingattiade strigade
deventade storte
deventade morte
deventade sgonfie
deventade stonfe
deventade deventade deventade 
                                           
                                            (A. Zanzotto)



Mucchietti di fieno, la mattina presto

Mucchi di fieno
che sembrano cespugli
colore del ferro
qua e là
per i prati
rasi di rugiada

stecchi e fili
di erbette
arruffate stregate
diventate storte 
diventate morte
diventate gonfie
diventate zuppe
diventate diventate diventate


20110817

mulignana


Mulignana: melanzana.
Per metonimia, mulignana designa anche i lividi che si formano sulla pelle dopo aver preso una botta.

20110713

mòrbio

mòrbio (agg.) | 1. morbido; 2. floscio; 3. allampanato; 4. malaticcio, cagionevole
[fonte: R. Trevisan]

pare dal lat. morbidus (fradicio), derivato da morbus (malattia)
[fonte: Turato-Durante]

20110617

mezèna


mezèna, mesèna (s.f.) | mezzo maiale (o vitello)

20110527

mognolo

mógnolo | commerciante di pesce al dettaglio

20110318

mastegabrodo

mastegabròdo | persona inetta, priva di inziativa
[mastegare = masticare, il brodo invece è sempre brodo...]

20110315

Muca

Mucà, mocà = smettere
(da non confondere con il sostantivo móca, smorfia)

Mucala fò, mucala lé (móchela fò, móchela lé) = piantala!

20110305

Marenare

Marenare = Marinai

* Parò, letteralmente dovrebbe corrispondere a "padrone" (che in dialetto si dice patrò) e significa comandante di una paranze o langètte o di una barca da pesca in genere.
Sulle paranze, che pescano a coppie, c'è un solo parò; sull'altra barca c'è lu sòtta-parò; la scala gerarchica, a discendere, comprende poi: lu seguàce (marinaio anziano), lu jivenétte (o zaùtte) e lu merè.

* Zaùtte, bracciante di mare in genere; zaguotte a Monsampolo e Castorano vale ‘ragazzino'; zagutte a Montefiore, 'uomo rozzo'; zaguotte ad Ascoli, 'ragazzino'; zagutte, 'ragazzotto', a Montegallo; zauttu, 'giovanetto', a Force.

* Merè. Così viene chiamato il bambino utilizzato nelle fatiche più umili e di poco conto sulle paranze e sulle langètte; sovente non era trascorso troppo tempo da quando aveva imparato a camminare sulla terra ferma che già lo portavano a bordo a camminare sulla instabile coperta, sottoposto alle affettuose angherie di tutto l'equipaggio.

* Credo che questi "appellativi" della "gente di mare" siano della tradizione, ma mi informo meglio. Logicamente adesso non si imbarcano più bambini sulle barche da pesca.

Cfr. Nella Marina Militare Italiana, "padrone" è chiamato il marinaio cui è affidata l'imbarcazione che serve, ad esempio, per portare gli ufficiali a terra da una nave in rada."Marò" viene detto tradizionalmte mozzo in tutto l'Adriatico. Nella Marina Militare Italiana sono detti marò i marinai di alcune categorie tra le più umili e generiche e quindi prettamente marinare.

20110130

mególa

mégóla (s.f.) | 1. midollo; 2. seme, semente

20110120

morbin

morbìn = allegria, desiderio di divertirsi.  
probabilmente deriva da "morbio" rigoglio delle piante

Riferito spesso ai giovani che non stanno mai fermi e che hanno l'argento vivo addosso : Quel toso el ga el morbin.

Se invece quel giovane è troppo esuberante si usa dire, a mò di rimprovero: Te fasso passar mi el morbin!

20101222

mea

mèa (venir a) = venire a patti, giungere ad una conclusione
el ze vegnùo a mèa = è tornato da me per fari i conti, è giunto alla conclusione che ho ragione io
dal lat. "meta" - termine, fine

da piccola usavo giocare a mèa... cioè a nascondino.

 
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