20090929

Frastire

frastire
Il forestiero era un termine che sentivo pronunciare (in dialetto) solo quando soggiornavo nel mio paese natale.
Quando si doveva parlare di uno sconosciuto o di un qualsiasi individuo che non risiedesse nel raggio di pochi chilometri lo si catalogava come forestiero. Ci ho messo degli anni per capire che non erano uomini di altra nazionalità ma semplicemente "non conoscenti".
Da qui mi ricollego al film "Il vento fa il suo giro" (sotto riporto un vecchio post nato dalla visione del film) dove il forestiero, arrivato in una piccola comunità "occitana", non viene accettato perchè diverso, perchè non conforme agli usi e costumi locali perchè portatore di altri valori. Dall'infinitamente piccolo possiamo arrivare fino agli extracomunitari che oggi vengono respinti come barbari invasori.

"Il vento fa il suo giro"
Il film inizia aprendo una finestra su una piccola comunità occitana persa nelle valli piemontesi.
Con il passare dei minuti ci si sente scaldati dal tepore delle tradizioni secolari del piccolo paese di Chersogno.
Infine, con il calare della nebbia, si avvertono i primi brividi di freddo.
Ci si sveglia al cospetto delle diversità, delle frustrazioni, delle incomprensioni dei vari protagonisti, riportando lo spettatore alla realtà iniziale: proprio come il vento, che fà il suo giro e prima o poi ritorna.

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4 commenti:

riccardo uccheddu ha detto...

Io sentivo il termine "forestiero" al paese di mio padre.
Ma nella variante ligure-carlofortina che dovrebbe essere "forèst" o "furèst", non ricordo bene.
Carloforte è l'unico paese sardo(!) in cui si parla un antico genovese.
Non ho visto il film che citi, Fausto, ma sembra interessante ai fini della valorizzazione di "radici" diverse.
Argomento attualissimo, come osservi giustamente, soprattutto con questi chiari di luna...
E grazie per la visita da me, eh?

fausto ha detto...

Grazie a te Riccardo e parlaci della tua bella sardegna...

spina di cactus ha detto...

Anche qui, nelle Basse Marche: "Frastire" (con l'accento circonflesso sulla "i"). . . io, malgrado abbia passato più anni qua che là (Bergamo), sono ancora considerata "frastira"!

Poi, da questa parte del Tronto, lo saprai anche tu, i cugini abruzzesi sono detti "quelli di là di Tronto" .

Ah, il campanilismo! ;-)

Ciao, R

fausto ha detto...

si spina, "lu frastire" lo è per sempre! anzi viste le origini bergamasche sei quasi aliena ;)

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