20081119

Strusce

Do' la cere se strusce e la brecessione non camine!

2 commenti:

Miki Metafora ha detto...

Grande cristina, grazie al tuo blog, risveglierai il vernacolo che sembra essere più vicino lui al latino che lo stesso italiano, lingua che noi pensiamo essere quella più corretta del dialetto... complimenti

Pierangelo ha detto...

Strusce vuol dire consumare.

Il modo di dire è diffusissimo quando le cose vanno per le lunghe: "Qui la cera (delle candele) si sta esaurendo e la processione non fa un passo avanti".
Lo struscimento della candela, come misura del tempo che passa è di grande profondità filosofica e poetica.

Strusce viene da Struggere (qui l'etimologia). Participio passato Strutto, come in italiano. Ed abbiamo capito pure perché lo strutto si chiama strutto.

Naturalmente ci si strusce (riflessivo) anche per amore.

E poi tutte le volte che si spreca qualcosa di prezioso a vanvera. Sime strutte nu sacche de terrise (abbiamo dilapidato un patrimonio). E fuori della metafora della candela, dato che il tempo è denaro, do' stame a strusce nu sacche de tijmpe". E anche: "Non si' struscenne u cervidde apprisse a cusse probleme".

Bellissima la versione barese del famoso proverbio sull'inutilità di fare lo shampoo all'asino: "A lavà la cape o ciucce, se strusce jacque e sapone.

Nell'immagine associata al post, una scena dei famosi riti della Settimana Santa di Taranto.

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