20110305

Marenare

Marenare = Marinai

* Parò, letteralmente dovrebbe corrispondere a "padrone" (che in dialetto si dice patrò) e significa comandante di una paranze o langètte o di una barca da pesca in genere.
Sulle paranze, che pescano a coppie, c'è un solo parò; sull'altra barca c'è lu sòtta-parò; la scala gerarchica, a discendere, comprende poi: lu seguàce (marinaio anziano), lu jivenétte (o zaùtte) e lu merè.

* Zaùtte, bracciante di mare in genere; zaguotte a Monsampolo e Castorano vale ‘ragazzino'; zagutte a Montefiore, 'uomo rozzo'; zaguotte ad Ascoli, 'ragazzino'; zagutte, 'ragazzotto', a Montegallo; zauttu, 'giovanetto', a Force.

* Merè. Così viene chiamato il bambino utilizzato nelle fatiche più umili e di poco conto sulle paranze e sulle langètte; sovente non era trascorso troppo tempo da quando aveva imparato a camminare sulla terra ferma che già lo portavano a bordo a camminare sulla instabile coperta, sottoposto alle affettuose angherie di tutto l'equipaggio.

* Credo che questi "appellativi" della "gente di mare" siano della tradizione, ma mi informo meglio. Logicamente adesso non si imbarcano più bambini sulle barche da pesca.

Cfr. Nella Marina Militare Italiana, "padrone" è chiamato il marinaio cui è affidata l'imbarcazione che serve, ad esempio, per portare gli ufficiali a terra da una nave in rada."Marò" viene detto tradizionalmte mozzo in tutto l'Adriatico. Nella Marina Militare Italiana sono detti marò i marinai di alcune categorie tra le più umili e generiche e quindi prettamente marinare.

1 commenti:

gaz ha detto...

Molto interessante il tuo post, Fior :)

Sarebbe bello conoscere i vocaboli marinari dialettali di altre città di mare!

Io, seppur vicino al mare, sono campagnola nel profondo :D

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