20090831

pastrocio

Ricorda Giulio Ferroni che «in Italia i dialetti (e una grande letteratura dialettale) hanno operato (...) in uno scambio con l’identità nazionale, in un’apertura verso la grande cultura del mondo». Considerarli in antagonismo alla Lingua italiana, come taluni pretendono, è semplicemente insensato.

Il blog dialetticon pensa anche a questa gente confusa che evidentemente soffre, non sta bene. Perché se vivi male, pensi male e poi finisce che scrivi male.

L’improvvisata Lingua veneta utilizzata giorni fa da un quotidiano che nemmeno merita citazione, incorre infatti in svariati inciampi.
QUI un florilegio dei momenti migliori: giusto un assaggio, solo i più evidenti in prima pagina… Senza entrare nel merito dei contenuti, ché non se ne esce.

6 commenti:

gaz ha detto...

Non mi sarei neanche mai azzardata a leggere questo quotidiano, tanto meno a comperarlo ;), grazie per la fatica che hai fatto tu e anche per l'euro buttato.
Ma se ancora c'era qualche dubbio, ora proprio siamo sicuri che abbiamo a che fare con dei dementi x(

Ross ha detto...

@Gaz: scherzi? Leggere la Padania, di tanto in tanto, è un esercizio importante. Conoscerli per combatterli. Senza contare che nei (frequenti) momenti di abbattimento può essere di conforto osservarli e pensare "meno male che non sono come loro".
Tanto al bar la cartaccia gratis la si trova sempre, senza correre il rischio di finanziarla. E l'euro quotidiano per il Manifesto è salvo. ;)

gaz ha detto...

@Ross, hai ragione da vendere: "conoscerli per combatterli"! Ma farai fatica a credermi, qui vicino a casa mia, Mestre per l'esattezza, non ho ancora trovato un bar con la Padania... o sono io che proprio neanche la vedo ;)

Mike J. Lardelly ha detto...

Io credo che la grande pecca di questo blog sia proprio questo antileghismo viscerale, che è , del resto, uguale a tutti gli anti-qualcosa: una malcelata forma di intolleranza.

Da piccolo mi hanno insegnato a cercare accordi con le persone per raggiungere obiettivi comuni, senza pretendere però che siano fatti a mia immagine e somiglianza.

I cosiddetti "dialetti" in Unione Europea e nei paesi civili (a cui, sotto questo punto di vista, l'Italia ancora non appartiene) sono detti lingue regionali.
Se qualche leghista cerca di tutelare le lingue regionali, perchè non andargli incontro battendosi per un obiettivo comune e unendo le forze per la riqualificazione di questi idiomi?

No, bisogna andare a cercare il pelo nell'uovo e polemizzare, denigrare e disprezzare.

Intanto l'Italia diventa sempre più monolingue.

Tra cinquant'anni, quando l'italiano sarà al livello degli attuali "dialetti" e tutti parleranno l'inglese, sono sicuro che ci saranno le medesime, sterili polemiche. Nessuno farà niente di concreto, ovviamente.

Luis Franco Jimenez ha detto...

Leggo questo articolo 8 anni dopo che è stato scritto. Interessante l'immagine della prima pagina della Padania in veneto perchè è l'unica che si trova in internet con dimensioni che permettono la lettura.
La vostra analisi è un po' viziata dalla critica politica. Linguisticamente parlando emerge l'analfabetismo degli autori degli articoli in veneto: il veneto è lingua al giorno d'oggi purtroppo solamente parlata, serve una codifica unitaria (a/la, no/non ecc.) perchè un testo scritto sia leggibile e "scrivibile" in ogni provincia.
Alcune parole da voi definite "arcaismi inutili" le considero di uso comune.

em ha detto...

@LFJ: salve. per curiosità, quale termine (da me) tacciato di "arcaismo inutile" lei considera di uso comune? fa piacere cmq che un post tanto lontano nel tempo susciti ancora qualche interesse!

Posta un commento

per non commentare da anonimo: nel menù "Commenta come" è possibile inserire un nickname scegliendo "Nome/URL". Chi vuole lascia vuoto il campo "URL".

 
minima template © bowman | indormia custom