20090814

Meglio corsi di italiano per autori e presentatori

Natalino Balasso ride divertito, col dialetto veneto e le sue sfumature più ironiche e divertenti l’attore polesano ha sempre duettato, sin dai tempi del suo candido pornoattore alle prese coi "misteri" del doppiaggio in "Zelig". Tanto più adesso che, reduce dal bel debutto al festival shakespeariano di Verona con la "Bisbetica domata" in dialetto veneto, si prepara al affrontare il tour dello spettacolo diretto da Piermario Vescovo: «Porto il dialetto veneto fuori dal Veneto - sospira allegro l’attore-autore - dovessi ascoltare i leghisti coi loro "ognuno a casa sua", dovrei stare solo a Porto Tolle... E chi mi viene a vedere a Porto Tolle».

Così i "suggerimenti" del ministro Zaia per «valorizzare la lingua locale» su Raitre gli suonano come un «cortocircuito mentale». «Intanto sarebbe utile che alla Rai si imparasse a parlare bene l’italiano - ribatte Balasso - Prima di fare corsi in dialetto, proporrei corsi di italiano per autori, sceneggiatori, attori, presentatori. E poi comincerei a realizzare delle fiction più belle. Già sono orribili le cose che si vedono». Le eccezioni ci sono, sia chiaro, "Montalbano" è un buon prodotto, «e in questa fiction tutte le parole in dialetto non danno alcun fastidio, anzi. Quando una cosa è scritta bene, poco importa sia in italiano o in dialetto. Ciò che conta è smetterla di imporre brutti programmi agli spettatori».

In tutti i lavori portati sulla scena, dal monologo "Ercole in Polesine" al recente "La tosa e lo storione" passando per l’intenso "Libera nos" tratto dal capolavoro di Meneghello, Balasso si è sempre misurato con la forza, le potenzialità e le più ampie tonalità del dialetto veneto: «Il dialetto, lingua ancora più viva dell’italiano, non è qualcosa facilmente codificabile. Quindi temo che si finirebbe per infilare nelle fiction una lingua talmente fuori dalla realtà da diventare ridicola».

In fondo, «quando si comincia ad imporre una "quota dialetto" per legge, io inizio a preoccuparmi. Significa che nella realtà qualcosa manca a livello culturale profondo. Ma non è certo imponendolo che si può ottenere qualcosa». In Emilia Romagna, dove l’attore vive ormai da tempo «il dialetto viene valorizzato attraverso dei finanziamenti, tant’è che esiste un telegiornale in dialetto bolognese. Ma è una delle cose più ridicole al mondo! Il dialetto è espressione di una civiltà, quella contadina: hai voglia, tu, con i termini della civiltà contadina, a parlare dell’oggi, di finanziamenti, di extracomunitari, di politica economica. In questi campi dominano termini italiani che vengono dialettizzati. L’effetto suona straniante. E fa ridere».

Indi, «se imparassimo già a parlare italiano sarebbe un passo avanti. E se una fiction, un film, uno spettacolo sono scritti bene, non ci si porrà il problema della lingua. Se sono brutti, puoi metterci tutti i sottotitoli che vuoi, ma brutti resteranno». Alla faccia di Zaia.

gazzettino.it | 12 agosto 2009

4 commenti:

Paolo ha detto...

e bravo Balasso!!! e ribadisco "alla faccia di Zaia" che vorrebbe recitata in friulano una fiction girata a Trieste (Un caso di coscienza). povera nostra italia (giustamente in minuscolo per il calibro dei personaggi che la governano)

soundsetting ha detto...

L'ironia è probabilmente il più raffinato ecoscandaglio dell'anima, sociale o individuale che sia. Balasso se ne serve molto bene, valorizzando la spietata esattezza delle espressioni dialettali a forma d'arte e restituendo allo spettatore la possibilità di godere dell'arte al riparo delle distorsioni della critica. Grazie di cuore per le citazioni di Natalino, che sciolgono le argomentazioni di Zaia come fiocchi di neve in un campo di mais. Provo a riportare di seguito i collegamenti alla balassiana 'Storia minima dell'arte', ove mai si riuscisse tecnicamente a servirsene

http://www.youtube.com/watch?v=hkluxl0hJHw&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=PuzDog3Z7VE&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=U0gF0l3mEAM&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=Lg0NK8-VeOQ&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=DPIpm-DfQb8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=ZUENMAhnD9E&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=-IEjOjsEjLY

http://www.youtube.com/watch?v=F6rIs7GSRH8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=sAjXxaLFW3k&feature=related

gaz ha detto...

Soundsetting, grazie, non avevo ancora visto Balasso nelle vesti di critico d'arte!
Spassosissimo :)

Mike J. Lardelly ha detto...

Beh, Balasso è un comico, non è mica un linguista.

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