20120216

Fòura du bestentu

Fòura du bestentu
ovvero una storia infinita

L'espressione è legata al carattere di alcune favole popolari, senza capo né coda, che non finivano mai e che sembravano fatte apposta per far addormentare gli ascoltatori.

"A fòura d 'u bestentu ch'a dura longu tempu"

Col tempo ha finito per indicare non più soltanto la favola vera e propria, ma per essere riferita a fatti o vicende della vita individuale e sociale. Favole del "bistento" potevano essere le liti interminabili, e le relative cause giudiziarie, o i lavori, pubblici o privati, di cui non si arrivava mai alla fine.
Secondo Mistral, la parola è presente nel nizzardo con le forme bestent e estent che ha il senso di esitare, ritardare, andare per le lunghe.
La foto è di Alberto Cane e ritrae un dipinto di Raffaele Conte.

5 commenti:

Caigo ha detto...

Visto che è il tuo periodo fiabesco colgo l'occasione per complimentarmi per La Bambina di neve e la considerazione che questa Fòura du bestentu è di un'attualità estrema. Altr oche fiabe! :-)

pep ha detto...

"A l’è a foa do Bestento/ch’a dua lungo tempo:/ti veu che te a conte ?
sci
ma come s´a l´è a foa do Bestento/ch’a dua lungo tempo:/ti veu che te a conte ?
no
ma come s´a l´è..."

non sapevo esistesse anche in nizzardo, bel post!

Alberto ha detto...

Sì, anch'io, ligure, la conoscevo come pep. Ciao Filo.

tonìn del canada ha detto...

in veneto, attorno a padova per quello che so, esiste la versione
"questa xé ea storia del siòr inténto/che dura tanto tempo/che mai no se detrìga/vùto che te'a conta/o vùto che te'a dìga?"
il bambino rispondeva "contame'a" oppure "dime'a"
e la storia veniva ripetuta come prima

gaz ha detto...

Infatti @tonin del canada, questa versione si usa, o forse è meglio dire si usava, molto anche nel veneziano.

Mio padre me la raccontava così come l'hai scritta tu, poi alla domanda rispondevo, per esempio: "contimea" e lui diceva: "no, ne se dize mai contimea, perchè ze a storia de sior intento che dura tanto tempo e che mai no se destriga, vusto che te a conta o vusto che te a diga?"
Allora se prima ti avevo risposto contimea, adesso ti rispondo "dimea" e lui mi fregava rispondendo: "e no, no se dize mai dimea, perchè ze a storia de sior intento...."

E si proseguiva così... all'infinito :-) :-D

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