20130321
20130228
20130120
gnagnara
via | gaz
gnàgnara (s.f.) | febbricciattola, poca voglia, malessere
"Go na gnàgnara indosso..." non mi sento molto bene, sono fiacca.
20130102
ciucciuvéttela
via | formichinaCiucciuvéttela: civetta.
Si dice di persona considerata di cattivo auspicio, da cui il detto "Sciò sciò, ciucciué!" ("va via, civetta!")
La seconda "e" è muta.
Sperando in un 2013 senza "ciucciuvéttele", i membri di Dialetticon vi augurano buon anno!
20121104
ciusi
via | Anonimo
Ciusi = Chiusi/stretti con forza.
Es: Tenere i denti "ciusi".
("La" Elsa F. non ha detto nulla di nuovo)
20121012
Turtairö
via | Filo
turtairö (s.m.) | imbuto da cantina
(Candu l'üga a l'é maüra se vendegna, u turtairö u serve per travasà u vin.)
20120929
20120920
20120917
risi e luganighe
via | em
Le popolazioni del Veneto, non conoscono, si può dire, altra minestra che il riso, e però lo cucinano bene e in tante svariate maniere. Una è il riso sul brodo colla salsiccia; ma colà le salsicce le lasciano intere; io preferisco di sminuzzarle nel brodo quando vi si mette a cuocere il riso, il quale non è bene lavare, ma soltanto nettare e strofinare in un canovaccio per levargli la polvere. A me piace di unire al riso colle salsicce, o rapa o cavolo cappuccio. Sia l'una che l'altro vanno prima imbiancati, ossia mezzo lessati; tagliate la rapa a dadi, il cavolo a fettuccine e metteteli a soffriggere nel burro. Poco avanti di levare il riso dal fuoco aggiungete un buon pizzico di parmigiano per legarlo meglio e dargli più grato sapore.
Pellegrino Artusi
1891
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