20090611

I funerali di Berlinguer


Enrico Berlinguer
(Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984)

Un popolo intero trattiene il respiro e fissa la bara,
sotto al palco e alla fotografia.
La città sembra un mare di rosse bandiere
e di fiori e di lacrime e di addii.

Eravamo all'Osteriola, una sera come tante,
a parlare come sempre di politica e di sport,
è arrivato Ghigo Forni, sbianchè come un linsol, (bianco come un lenzuolo)
an s'capiva 'na parola du bestemi e tri sfundon. (non si capiva una parola, 2 bestemmie e 3 "sfondoni" - frase che non si regge come logica o metrica)

"Hanno detto per la radio che c'è stata una disgrazia,
a Padova è stato male il segretario del PCI"
Luciano va al telefono parla in fretta e mette giù
"Ragazzi, sta morendo il compagno Berlinguer".

Pipein l'è andè in canteina (Peppino è andato in cantina)
a tor des butiglioun, (a prendere 10 bottiglioni - ndr: di vino)
a i'am fat fora in tri quert d'ora, (li abbiamo "fatti fuori" in 3 quarti d'ora)
l'era al vein ed l'ocasioun (era il vino delle occasioni)
a m'arcord brisa s'le suces (Non ricordo che è successo)
d'un trat as'sam catee (ad un tratto ci siamo trovati)
in sema al treno c'as purteva (sopra il treno che portava )
ai funerel ed Berlinguer. (ai funerali di Berlinguer)

A Modena in stazione c'era il treno del partito,
ci ha raccolti tutti quanti, le bandiere e gli striscioni
a Bologna han cominciato a tirare fuori il vino
e a leggersi a vicenda i titoli dell'Unità.

C'era Gianni lo spazzino con le carte da ramino,
ripuliva tutti quanti da Bulagna a Sas Marcoun
(da Bologna a Sasso Marconi),
ma a Firenze a selta fora Vitori "al professor"
(arriva Vittorio il professore),
do partidi quattro a zero dopo Gianni l'è stè boun
(2 partite 4 a 0, dopo Gianni è stato buono).

I vecc i an tachee (I vecchi hanno iniziato)
a recurder i teimp andee, (a ricordare i tempi andati)
i de d'la resisteinza (i giorni della resistenza)
quand'i eren partigian (quando erano partigiani)
a'n so brisa s'le cuntee (Non so dire se è contato)
ma a la fine a s'am catee (ma alla fine ci siamo trovati)
in sema al treno c'as purteva (sopra al treno che portava)
ai funerel ed Berlinguer. (al funerale di Berlinguer)

Gli amici e i compagni lo piangono, i nemici gli rendono onore,
Pertini siede impietrito e qualcosa è morto anche in lui.
Pajetta ricorda con rabbia e parla con voce di tuono
ma non può riportarlo tra noi.

Roma Termini scendiamo, srotoliamo le bandiere,
ci fermiamo in piazza esedra per il solito caffè
parte Gianni il segretario e nueter tot adree
(e noi tutti dietro)
per andare a salutare il compagno Berlinguer.

Con i fazzoletti rossi ma le facce tutte scure,
non c'era tanta voglia di parlare tra di noi,
po' n'idiota da 'na ca la tachè a sghignazer,
(poi un idiota da una casa ha iniziato a ridere)
a g'lom cadeva a tgnir ferem Gigi se no a'l finiva mel (siamo riusciti a tener fermo Gianni se no finiva male).

A sam seimpre ste de dre
(Siamo sempre stati dietro)
e quand'a sam rivee (e quando siamo arrivati)
la piaza l'era pina (la piazza era piena)
"ma quant comunesta a ghè" ("ma quanti comunisti ci sono")
a'n g'lom cadeva a veder un caz (non siamo riusciti a vedere un... niente)
ma anc nueter as' sam catee (ma anche noi ci siamo trovati)
in sema al treno c'as purteva (sopra il treno che portava)
ai funerel ed Berlinguer (ai funerali di Berlinguer)

Pipein l'è andè in canteina
a tor des butiglioun,
a i'am fat fora in tri quert d'ora,
l'era al vein ed l'ocasioun
a m'arcord brisa s'le suces
d'un trat as'sam catee
in sema al treno c'as purteva
ai funerel ed Berlinguer.


MCR
Il video qui.

20090610

ciucia mentine

openclipart.org
persona gracile e malaticcia,
che fa uso frequente di medicinali
(ciùcia mentine, come dire: succhia pastiglie)

20090609

Spatiner


Traslocare.

"Fet un spatein?" (= fai un trasloco?)
Da domandare obbligatoriamente quando si vede qualcuno che magari parte per le vacanze o solo per un we portandosi dietro... la casa.

Zgregnapola

Zgrégnapóla = pipistrello

Per assonanza con il verbo grégnà (ridere), indica anche un attacco di risa incontrollabile e un po' isterico.

20090608

liston

antico liston di Campo S.Stefano

listón = luogo pubblico dove passeggiare alla sera con amici e conoscenti
e quindi fare el listón = andare a passeggiare di sera

Molte città del Veneto hanno il listón, di solito una piazza; uno dei più antichi luoghi di questi "passeggi" era quello di Campo Santo Stefano, a Venezia, già molto frequentato fin dal XVI secolo. In quel tempo il campo era erboso, salvo una striscia, una "lista", che era selciata e dove si poteva camminare comodamente avanti e indietro, chiaccherando e facendosi notare. Si svolgeva principalmente nei giorni di festa e soprattutto a Carnevale.
Per godersi il listón o per riposarsi dopo tanto camminare, venivano disposte delle sedie lungo il camminamento.
Col passare del tempo il listón si spostò in Piazza San Marco dove durante l'estate le sedie venivano affittate per cinque soldi l'una.
L'usanza di "fare el listón" è durata nei secoli e ancora fino al 1960-70 si poteva assistere in Piazza San Marco a un andirivini di giovani che dalla Torre dell'Orologio passeggiavano fino alle Colonne di Marco e Todaro e viceversa.

Il
listón in Piazza San Marco è sparito con l'arrivo dei turisti.

20090607

morosa

openclipart.org
morósa, moróso | fidanzata, fidanzato
dal tardo latino amorosus (= che prova amore)
morosàre, smorosàre = amoreggiare

20090606

récio

openclipart.org
récio (s.m.) | racimolo, grappolo d'uva

20090603

càneva

càneva (s.f.) | cantina
dal basso latino canaba (baracca, cantina)

20090602

anguela

anguèla (s.f.) | latterino, crognolo, anguella

 
minima template © bowman | indormia custom