Sarà colpa della digestione, del caldo, insomma: della stagione ma, nelle prime ore del pomeriggio non riesco a frenare una imbarazzante serie di sbadigli. Proprio lo sbadiglio nel mio dialetto viene definito con una parola composta che mi ha sempre affascinato e che la mia cara nonna ripeteva ammonendo i miei genitori: il bimbo è stanco, deve dormire, continua a fare "li Pace-e-sonn' "!
ssenti maa... tra un tuo Pace-e-sonn' e staltro, potresti pure spiegare qualcosina di più sul modo di dire (molto bello)... poi dice che sono gli statali, quelli lavativi... tze'
RispondiEliminauff...tu sei il brunetta dei blog!
RispondiEliminaè da poco nata mia nipote e questa frase la sento quasi tutti i giorni.
RispondiEliminainsieme alle tipiche espressioni "oddì quant è bel sta citl" "quant sa fat gros" :) (e non mi voglio soffermare sul rincoglionimento generale)
RispondiEliminaTrain of thought, benvenuta alla nipotina :)
RispondiEliminaCitl allora sarebbe bambina in abruzzese?
Bella questa geografia dialettale dell'infazia ;)
A presto :)
train - "la citl to" è sicuramente bella!
RispondiEliminagaz - la citl è riferito ai neonati o ai bimbi ma nei primi anni di età, poi si trasforma in "bardasc'", "frechin'" o "uaglione" ecc a seconda dell'età o della provincia.
per i maschi a volte i più anziani usano "cellò" :D
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